Cancellazioni d'ufficio

Cancellazione d’ufficio degli indirizzi PEC non validi, revocati o inattivi

Con Direttiva del Mi.S.E. e del Ministero della Giustizia (Circolari PEC - Ministero dello Sviluppo Economico) è stato stabilito il principio secondo cui gli indirizzi PEC revocati, non validi, inattivi o non univoci (cioè riferiti a più imprese oppure a professionisti) devono essere cancellati dal Registro delle Imprese.

In attuazione di tale direttiva il Conservatore del Registro Imprese, con propria Determinazione n. 12/2016 del 19/10/2016, ha disciplinato il procedimento di cancellazione degli indirizzi pec non validi, inattivi o revocati.

La Determinazione del Conservatore n. 12/2016, gli elenchi delle imprese i cui indirizzi di posta elettronica certificata siano non validi, inattivi o revocati e la comunicazione di avvio del procedimento di cancellazione d’ufficio degli indirizzi PEC sono stati pubblicati all'Albo Camerale online per 30 giorni e sono comunque disponibili nella sezione “Documenti” di questa pagina.

Le imprese interessate possono denunciare un nuovo indirizzo PEC valido, attivo e univoco entro trenta giorni dalla pubblicazione, attraverso una pratica di Comunicazione Unica che può essere predisposta, sottoscritta digitalmente e inviata telematicamente attraverso il software Starweb (o attraverso programmi compatibili).

Trascorso il periodo di pubblicazione, l’indirizzo PEC delle imprese inserite nell’elenco viene cancellato d’ufficio dal Registro delle Imprese.

Cancellazione d'ufficio dal R.I. di imprese individuali e società di persone non operative ai sensi del D.P.R. 247/2004

Il Registro Imprese della Camera di Commercio invia, a mezzo lettera raccomandata, l'invito a richiedere la cancellazione dal Registro delle Imprese, oppure ad indicare elementi che dimostrino la permanenza dell'attività, alle imprese individuali e alle società di persone che si trovano in una delle condizioni previste dal D.P.R. 247/2004.

Dell'avvio del procedimento viene data notizia anche mediante pubblicazione all'Albo Telematico camerale.
Decorsi 30 giorni dal ricevimento della raccomandata ovvero, 45 giorni dalla pubblicazione all'Albo Telematico camerale nei casi di irreperibilità, senza che l'imprenditore abbia fornito riscontro, l'Ufficio del Registro delle Imprese trasmette gli atti al Giudice del Registro ai fini dell'adozione degli eventuali provvedimenti di cancellazione.

Resta salvo il diritto dell'Ente camerale di ottenere il pagamento del diritto annuale eventualmente dovuto.

Cancellazione d'ufficio delle società di capitali in liquidazione (art. 2490, 6° comma, c.c.) 

Il Registro Imprese della Camera di Commercio ha avviato il procedimento di cancellazione d'ufficio delle società di capitali ai sensi dell'art. 2490, 6° comma, c.c., ovvero delle società di capitali in liquidazione, che non hanno depositato il bilancio di esercizio per tre anni consecutivi.

Il procedimento di cancellazione di società di capitali in liquidazione è applicabile da agosto 2007, scadenza del termine per la presentazione del bilancio relativo al terzo esercizio successivo all'entrata in vigore della riforma del diritto societario. Il procedimento prevede che l'Ufficio inviti i liquidatori delle società che si trovano nelle condizioni descritte dalla norma, a provvedere al deposito dei bilanci di esercizio o a far pervenire osservazioni opportunamente documentate, pena l'adozione del provvedimento di cancellazione d'ufficio della società dal Registro delle Imprese, con gli effetti di cui all'art. 2495 c.c..

Decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 2004, n. 247 (Regolamento di semplificazione del procedimento relativo alla cancellazione di imprese e società non più operative dal registro delle imprese)

(G.U. n. 233 del 4 ottobre 2004)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l'articolo 87, quinto comma, della Costituzione;
Visto l'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto l'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni;
Vista la legge 24 novembre 2000, n. 340, allegato A, numero 9;
Visto l'articolo 2190 del codice civile;
Vista la legge 29 dicembre 1993, n. 580;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 7 marzo 2003;

Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;

Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 15 dicembre 2003;

Acquisiti i pareri della X Commissione della Camera dei deputati in data 26 febbraio 2004 e della 10ª Commissione del Senato della Repubblica in data 30 marzo 2004;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 16 luglio 2004;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con i Ministri delle attività produttive e della giustizia;

E m a n a

il seguente regolamento:

Art. 1.

Definizioni

1. Ai fini del presente regolamento si intende per:

a) «camera di commercio»: la camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura;

b) «registro delle imprese»: il registro delle imprese di cui all'articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580;

c) «ufficio del registro delle imprese»: l'ufficio della camera di commercio per la tenuta del registro delle imprese e del repertorio delle notizie economiche e amministrative (REA);

d) «giudice del registro»: il giudice delegato a vigilare sulla tenuta del registro delle imprese ai sensi dell'articolo 2188 del codice civile e dell'articolo 8, comma 2, della legge 29 dicembre 1993, n. 580;

e) «conservatore»: il conservatore di cui all'articolo 8, comma 3, della legge 29 dicembre 1993, n. 580;

f) «commissione provinciale per l'artigianato»: la commissione di cui all'articolo 10 della legge 8 agosto 1985, n. 443;

g) «cancellazione»: l'annotazione nel registro delle imprese della cessazione dell'impresa o del fatto estintivo della società.

Art. 2.

Cancellazione dell'impresa individuale

1. Si procede alla cancellazione dell'impresa individuale quando l'ufficio del registro delle imprese accerta una delle seguenti circostanze:

a) decesso dell'imprenditore;

b) irreperibilità dell'imprenditore;

c) mancato compimento di atti di gestione per tre anni consecutivi;

d) perdita dei titoli autorizzativi o abilitativi all'esercizio dell'attività dichiarata.

2. L'ufficio del registro delle imprese che rileva una delle circostanze indicate al comma 1, anche a seguito di segnalazione da parte di altro pubblico ufficio, avvia il procedimento di cancellazione dell'impresa ai sensi del comma 3.

3. L'ufficio del registro delle imprese, rilevata una delle circostanze indicate al comma 1, lettere a), b), c) e d), mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento inviata all'indirizzo della sede che risulta iscritta nel registro e alla residenza anagrafica dell'imprenditore, richiede l'annotazione della cessazione o l'indicazione di elementi che dimostrino la permanenza dell'attività ovvero del titolo che consente l'esercizio dell'impresa. L'ufficio, contemporaneamente, procede alla verifica delle circostanze di cui al comma 1. Dell'avvio del procedimento di cancellazione è data notizia mediante affissione all'albo camerale.

4. Decorsi trenta giorni dalla data di ricevimento dell'ultima delle lettere raccomandate inviate, ovvero, in caso di irreperibilità presso ciascuno degli indirizzi di cui al comma 3, decorsi quarantacinque giorni dalla affissione della notizia nell'albo camerale, senza che l'imprenditore abbia fornito riscontro ai sensi del comma 3, il conservatore trasmette gli atti al giudice del registro che può ordinare con decreto la cancellazione dell'impresa.

5. La trasmissione degli atti al giudice del registro è annotata nel registro delle imprese a cura del conservatore, con l'indicazione delle circostanze che motivano la richiesta di cancellazione.

6. Dopo la cancellazione, l'ufficio del registro delle imprese valuta, in relazione all'importo e alla effettiva possibilità di riscossione, se procedere alla riscossione del diritto annuale, dei diritti di segreteria e delle eventuali sanzioni dovuti ai sensi dell'articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, maturati a decorrere dalla data di avvio del procedimento di cancellazione. La determinazione di non procedere alla riscossione è motivata con comunicazione al competente collegio dei revisori dei conti, di cui all'articolo 17 della legge 29 dicembre 1993, n. 580.

Art. 3.

Cancellazione della società semplice, della società in nome collettivo e della società in accomandita semplice

1. Il procedimento per la cancellazione della società semplice, della società in nome collettivo e della società in accomandita semplice è avviato quando l'ufficio del registro delle imprese rileva una delle seguenti circostanze:

a) irreperibilità presso la sede legale;

b) mancato compimento di atti di gestione per tre anni consecutivi;

c) mancanza del codice fiscale;

d) mancata ricostituzione della pluralità dei soci nel termine di sei mesi;

e) decorrenza del termine di durata, in assenza di proroga tacita.

2. L'ufficio del registro delle imprese che rileva una delle circostanze indicate al comma 1, anche a seguito di segnalazione da parte di altro pubblico ufficio, avvia il procedimento invitando gli amministratori, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento inviata all'indirizzo della sede che risulta iscritta nel registro e alla residenza anagrafica di ciascuno degli amministratori risultante nel registro, a comunicare l'avvenuto scioglimento della società stessa ovvero a fornire elementi idonei a dimostrare la persistenza dell'attività sociale della società. L'ufficio, contemporaneamente, procede alla verifica delle circostanze di cui al comma 1. Dell'avvio del procedimento è data notizia mediante affissione all'albo camerale. Nelle lettere raccomandate e nell'avviso affisso all'albo camerale sono indicati gli effetti ricollegati, ai sensi del comma 3, al mancato riscontro.

3. Decorsi trenta giorni dal ricevimento dell'ultima delle lettere raccomandate, ovvero, in caso di irreperibilità presso ciascuno degli indirizzi di cui al comma 2, decorsi quarantacinque giorni dalla affissione della notizia nell'albo camerale senza che gli amministratori abbiano fornito riscontro ai sensi del comma 2, il conservatore trasmette gli atti al Presidente del Tribunale il quale può nominare il liquidatore o, qualora non lo ritenga necessario, può trasmettere direttamente gli atti al giudice del registro per l'adozione delle iniziative necessarie a disporre la cancellazione della società.

4. La trasmissione degli atti al giudice del registro è annotata nel registro delle imprese a cura del conservatore, con l'indicazione delle circostanze accertate.

5. Dopo la cancellazione, l'ufficio del registro delle imprese valuta, in relazione all'importo e alla effettiva possibilità di riscossione, se procedere alla riscossione del diritto annuale, dei diritti di segreteria e delle eventuali sanzioni dovuti ai sensi dell'articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, maturati a decorrere dalla data di avvio del procedimento di cancellazione. La determinazione di non procedere alla riscossione è motivata con comunicazione al competente collegio dei revisori dei conti, di cui all'articolo 17 della legge 29 dicembre 1993, n. 580.

Art. 4.

Imprese artigiane

1. L'ufficio del registro delle imprese che rileva nei confronti di imprese artigiane iscritte negli albi di cui alla legge 8 agosto 1985, n. 443, e annotate nella sezione speciale del registro delle imprese, una o più delle circostanze previste dall'articolo 2, comma 1, per le imprese individuali e dall'articolo 3, comma 1, per le società semplici, in nome collettivo e in accomandita semplice, ne dà notizia, entro quindici giorni dall'avvenuta rilevazione, alla commissione provinciale dell'artigianato per gli adempimenti di competenza.

2. La comunicazione di cui al comma 1 è annotata nel registro delle imprese a cura del conservatore, con l'indicazione delle circostanze rilevate dall'ufficio.

3. L'ufficio del registro delle imprese procede alla riscossione del diritto annuale, dei diritti di segreteria e delle eventuali sanzioni dovuti ai sensi dell'articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, con le modalità previste dall'articolo 2, commi 5 e 6, per le imprese individuali e dall'articolo 3, comma 5, per le società semplici, in nome collettivo e in accomandita semplice. La determinazione di non procedere alla riscossione è motivata con comunicazione al competente collegio dei revisori dei conti, di cui all'articolo 17 della legge 29 dicembre 1993, n. 580.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare.

Dato a Roma, addì 23 luglio 2004

CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
Mazzella, Ministro per la funzione pubblica
Marzano, Ministro delle attività produttive
Castelli, Ministro della giustizia
Visto, il Guardasigilli: Castelli
Registrato alla Corte dei conti il 20 settembre 2004

Ministeri istituzionali, registro n. 9, foglio n. 368 

Ultimo Aggiornamento: 18/08/2017